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Gentoo's Bugzilla – Attachment 74577 Details for
Bug 115300
[it] translated samba-p3.xml
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samba-p3.xml translated using gedit.
samba-p3.xml (text/plain), 25.44 KB, created by
Dario Cavallaro
on 2005-12-12 06:06:57 UTC
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)
Description:
samba-p3.xml translated using gedit.
Filename:
MIME Type:
Creator:
Dario Cavallaro
Created:
2005-12-12 06:06:57 UTC
Size:
25.44 KB
patch
obsolete
><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> ><!DOCTYPE guide SYSTEM "/dtd/guide.dtd"> ><!-- $Header: /var/www/www.gentoo.org/raw_cvs/gentoo/xml/htdocs/doc/it/articles/samba-p3.xml,v 1.1 2005/10/09 18:31:43 rane Exp $ --> > ><guide link="/doc/it/articles/samba-p3.xml" disclaimer="articoli"> ><title>Introduzione a Samba, Parte 3</title> > ><author title="Autore"> > <mail link="drobbins@gentoo.org">Daniel Robbins</mail> ></author> ><!-- <author title="Editor"> > <mail link="jackdark@gmail.com">Joshua Saddler</mail> ></author> --> > ><abstract> >Nei suoi articoli precedenti, Daniel Robbins vi ha guidato nella configurazione di Samba per la prima volta. >Ora è tempo di configurare Samba in modo tale che faccia tutto ciò che vogliamo. ></abstract> > ><!-- La prima edizione di quest'articolo fu pubblicato per la prima volta su >developerWorks di IBM, ed è proprietà della Westtech Information Services. >Questo documento è un aggiornamento dell'articolo originale, e contiene diverse precisazioni >fatte dal Gentoo Linux Documentation team. --> > ><version>1.0</version> ><date>2005-10-08</date> > ><chapter> ><title>Passare da Samba a samba: La fase di configurazione</title> ><section> ><title>Un breve riassunto</title> ><body> > ><p> >Qui c'è un elenco dei <path>smb.conf</path> con cui noi abbiamo lavorato: ></p> > ><pre caption="/etc/smb.conf"> >[global] > ><comment># impostate la variabile workgroup con il nome della vostra rete</comment> > >workgroup = nome_della_rete >security = user >encrypt passwords = yes >guest account = guest > ><comment># abilitate *una* delle due seguenti linee</comment> ><comment># abilitate la prima linea se volete usare un server WINS</comment> ><comment># esistente nella vostra lan, altrimenti abilitate la</comment> ><comment># seconda.</comment> > ># wins server = IP address of WINS server ># wins support = yes > >local master = yes >os level = 99 >domain master = yes >preferred master = yes > ><comment># Opzioni di sicurezza opzionali. Personalizzateli.</comment> > ># hosts allow = 192.168.1.127. ># interfaces = eth1 > >[tmp] >path=/tmp >writeable=yes ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>Aggiungere alcune condivisioni</title> ><body> > ><p> >Questo <path>smb.conf</path> è funzionale, ma tutto quello che fà è condividere la directory ><path>/tmp</path> con Windows creando una condivisione con il nome di >"tmp". Niente di eccezionale. Ora creeremo un'altra condivisione un pò più utile. >Aggiungete le seguenti righe al vostro <path>smb.conf</path> e riavviate Samba. ></p> > ><pre caption="Aggiungere una condivisione FTP"> >[ftp] >path=/percorso/al/root/ftp >writeable=no ></pre> > ><p> >Se avete una sezione ftp o un archivio di file sul vostro server Samba, potreste usare >qualcosa tipo questo per condividere i dati nella vostra lan. Il parametro ><b>writeable=no</b> permette di bloccare la creazione e/o modifica dei file condivisi. >Se non si imposta un account Samba valido nessuno potrà accedere a questi file condivisi. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>Una condivisione particolare</title> ><body> > ><p> >OK, sò cosa state pensando. Fino ad ora non abbiamo fatto niente di eccezionale. >Come si condivide una directory di home? Così: ></p> > ><pre caption="Condividere una directory di home"> >[drobbins] >comment=Directory di home per l'utente drobbins >path = /home/drobbins >force user = drobbins >read only = no >valid users = drobbins administrator ></pre> > ><p> >Questo è qualcosa di molto più interessante. Aggiungendo qualcosa tipo questo al vostro ><path>smb.conf</path> vi permetterà di condividere le directory di home. In quest'esempio, >una condivisione di nome "drobbins" è stata creata. Questo condivide il contenuto di ><path>/home/drobbins</path> nella vostra lan. Fortunatamente, grazie all'opzione ><b>valid users</b>, nessuno, apparte gli account autorizzati ( "drobbins" e "administrator" ), >può accedere ai file condivisi. Poichè uso Windows NT, spesso sono autenticato come administrator. >In questa situazione, è comodo poter accedere a "drobbins". >L'opzione valid users così settata permette questo. ></p> > ><p> >Avrete notato l'uso dell'opzione <b>read only</b>. Come avrete intuito, ><b>read only</b> è l'opposto del parametro <b>writeable</b>. Potremmo >facilmente sostituire l'opzione <b>read only=no<b> con <b>writeable=yes</b>. Questo >significa che Samba permetterà la scrittura su questa condivisione, sempre se si hanno >i permessi necessari per la scrittura. Poichè l'utente "drobbins" autenticato con Samba >corrisponde all'utente Unix "drobbins" , e essendo che "drobbins" è il proprietario della >directory <path>/home/drobbins</path> e del suo contenuto, verrà permessa la scrittura e la >modifica di file. ></p> > ><p> >Avete mai creato un file, essendo autenticato come root, nella vostra cartella di home >e poi provato a modificare quel file? Il sistema non vi garantirà i diritti di scrittura >su questo file. Questo mi accade molto spesso. Per risolvere il mio problema faccio ><c>su</c>, <c>chown drobbins.drobbins filename</c> e poi <c>exit</c>. >Finalmente sarò autorizzato a modificare il file. ></p> > ><p> >Ho fatto questo esempio perchè spesso si desidera condividere le home directory >e accedervi con altri utenti Samba. Considerate la seguente situazione. Accedo >alla condivisione come amministratore e creo un file. Di solito il proprietario di >questo file sarà l'amministratore e non sarà modificabile dall'utente drobbins. Se l'utente >drobbins dovesse provare a modificare i file, il sistema non gli garantirebbe diritti sufficienti >per la modifica dei file. Fortunatamente Samba ha l'opzione <b>force user</b> che risolve il problema. >L'opzione <b>force user</b> forza il sistema a considerare tutte le operzioni eseguite su file >(in una determinata condivisione SMB/CIFS) come se fossero state fatte da uno stesso account Unix. >Nell'esempio di prima, la condivisione "drobbins", tutti i file avranno come proprietario l'utente >drobbins, prevenendo conflitti di utenti. Poichè la condivisione "drobbins" non è altro che la home directory >dell'account drobbins, preferisco che tutti i file abbiano come proprietario drobbins. ></p> > ><p> >Prima che passiamo alla prossima sezione vorrei spendere due parole sul parametro<b>comment</b>. >Questa opzione permette di descrivere la vostra condivisione con una descrizione visible da Windows. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>Condividere tante directory</title> ><body> > ><p> >Prima abbiamo spiegato come condividere una sola directory. Ma cosa fareste se dovreste amministrare >un server con centinaia di account, in cui ogni utente vorrebbe vedere la propria home directory da Windows? >Per fortuna Samba ha una speciale condivisione fatta appositamente per questo scopo: "homes". Ora >spieghiamo come funziona: ></p> > ><pre caption="Condividere molte home directory"> >[homes] >comment=Home directory for %S >path=/home/%u >valid users = %u administrator >force user=%u >writeable = yes >browseable = no ></pre> > ><p>Come specificato, questo è un sistema di condivisione speciale. Non funziona >come le altre condivisioni. Samba riconosce l'identificatore speciale <b>[homes]</b> >e tratta queste condivisioni in maniera differente. ></p> > ><p> >Una delle cose più strane di questo sistema è l'uso dell'opzione <b>browseable=no</b>. >Questa particolare opzione permette di rendere invisibili le condivisioni nella rete, >ed è normalmente usato per non invogliare quegli utenti smaliziati che tentano di >"esplorare" tutte le condivisioni che si trovano davanti. Ma, perchè usare quest'opzione >qui? ></p> > ><p> >Rispondere a questa domanda non è una cosa facile. Potete notare che la condivisione >"homes" crea appunto una condivisione con lo stesso nome. Ma questa particolare condivisione >non ci è molto utile. Non fà niente, quindi la nascondiamo. Ciò che fà per noi la condivisione >"homes" è qualcosa di tremendo. Indica a Samba di creare al volo delle home directory per ogni >utente. Per esempio, immaginate di non aver definito la condivisione "drobbins" nel nostro ><path>smb.conf</path> e di esplorare la rete con l'utente NT "drobbins". Troveremo una condivisione >di nome "drobbins" completamente identica alla nostra "drobbins" iniziale. Se accedessimo a Samba >usando l'utente NT "jimmy", troveremmo una condivisione di nome "jimmy" perfettamente configurata. >Questa è la bellezza dell'opzione <b>homes</b>. Aggiungendo una condivisione speciale tutte le condivisioni >delle home directory verranno opportunamente create. ></p> > ><p> >Come funziona questa cosa? Quando la condivisione "homes" viene creata, Samba >rileva quale utente NT stà sfogliando la rete. Quindi creerà una condivisione home >che sarà personalizzata per quel particolare utente. Questa condivisione sarà mostrata >come se fosse una condivisione normale, non-dinamica. L'utente NT non ha idea che la >condivisione sia statat creata al volo. Ora vedremo cosa fà ogni singola opzione. ></p> > ><p> >Al parametro comment passiamo come dato <b>%S</b>, che fà riferimento al nome attuale della >condivisione. Questo implica che la condivisione "drobbins" avrà come comment >"Home directory di drobbins", la condivisione di "jimmy" avrà come comment "Home >directory di jimmy", e così via. Il parametro path ha pure una wildcard: <b>%u</b>. ><b>%u</b> fà riferimento al nome dell'utente che stà accedendo alla condivisione. In >questo particolare caso, %u è equivalente a <b>%S</b>, quindi avremmo potuto pure >scrivere <b>path=/home/%S</b>. Questo permette a Samba di linkare dinamicamente le >condivisioni alla corretta posizione sul disco. ></p> > ><p> >Usiamo nuovamente delle macro per l'opzione <b>valid users=</b> di modo che possano accedere >solo il proprietario della condivisione e l'amministratore di sistema. <b>force user</b> usa >pure una macro, in modo tale che tutte le modifiche sui file vegano effettuate dallo stesso >account. E come buona abitudine diamo la possibilità di scrivere e modificare file solo agli >utenti autenticati correttamente. Fino a quando useremo il parametro <b>browseable=no</b>, le >condivisioni create dinamicamente saranno visibili solo quando saranno create. Così sfruttiamo >il fatto che la condivisione "homes" venga nascosta, visto che non ci è molto utile. ></p> > ></body> ></section> ></chapter> > ><chapter> ><title>Parametri di condivisione</title> ><section> ><body> > ><p> >Abbiamo visto alcune tecniche utili alla creazione di condivisioni. In questa sezione vedremo >altre opzioni molto comuni che servono a personalizzare le funzionalità di Samba per ogni >condivisione. Tutte le opzioni generali che riguardano la condivisione di file e directory si >possono pure inserire nella sezione <b>[globals]</b> in modo tale da avere delle opzioni generali >per tutte le condivisioni. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>comment=</title> ><body> > ><p> >Il parametro <b>comment=</b> è un opzione molto utile per rendere il vostro sistema di aspetto >più professionale dal lato di Windows. Ci permette di specificare un commento che verrà abbinato >ad ogni particolare condivisione con l'intento di descrivere il suo contenuto. Quando specifichiamo >dei commenti (specialmente quando usiamo le "home"), io spesso uso la macro <b>%S</b>, che rende >più chiaro il nome della condivisione. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>path=</title> ><body> > ><p> >Il parametro <b>path=</b> è uno dei più importanti in Samba. Ci permette di settare >il percorso della directory da condividere. C'è da notare che se in questa directory è presente >un collegamento, esso potrà essere seguito in ogni parte dell'albero della directory. >Così è possibile per ogni utente esplorare altre directory al di fuori dell'albero condiviso. >La condivisione verrà mostrata come un file o una directory normale. Vedremo più avanti >alcune opzioni per cambiare questo comportamento di Samba e renderlo più sicuro. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>force user=</title> ><body> > ><p> ><b>force user=</b> è una delle opzioni che preferisco. Rende possibile il fatto >che ogni modifica sui file sia eseguita dall'account di un singolo utente. L'opzione ><b>valid users=</b> sarà usata molto spesso da chi usa questa opzione, poichè permette >di limitare l'accesso a utenti selezionati. Siccome tutte le operazioni verranno effettuate >da uno stesso utente, l'opzione <b>force-user=</b> ha di contro che non si potrà controllare >chi ha fatto cosa. Così vi è chiaro perchè le condivisioni con il permesso di scrittura dato >rende necessario che l'opzione <b>force user=</b> sia accompagnata da una serie di impostazioni >di alto livello di sicurezza. Senza certe restrizioni i file potrebbero essere modificati >dall'utente che accederà alle condivisioni. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione force user"> >force user=drobbins ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>browseable=</title> ><body> > ><p> >Un modo per rendere le vostre condivisioni sicure è di non renderle visibili. >Le condivisioni sono esplorabili di default da qualunque utente in rete. Renderle >invisibili vi aiuta a evitare accessi non voluti. Ma questo non deve essere l'unico >modo per intendere il concetto di sicurezza. Solo perchè una condivisione non viene >visualizzata non significa che sarà immune da intrusioni da ambienti Windows. >Diminuisce solo la quantità di informazioni che potreste fornire a un utente >smaliziato. Per accedere ad una condivisione nascosta basta digitare il suo percorso >UNC nel finestra di dialogo <c>Run...</c>. Per esempio, si può accedere alla >condivisione nascosta su myserver chiamata 'test' digitando <c>\\myserver\test</c> >da Windows. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione browseable"> >browseable=no ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>available=</title> ><body> > ><p> >L'opzione <b>available=</b>, che è impostata 'yes' di default, è un modo semplice >per disattivare una condivisione senza doverla commentare o cancellare completamente >dal <path>smb.conf</path>. <b>available=no</b> serve per rendere inattiva la condivisione >dopo il riavvio di Samba. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione available"> >available=no ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>valid users=</title> ><body> > ><p> >Si può usare l'opzione <b>valid users=</b> per impedire l'accesso ad alcune condivisioni da >parte di certi utenti. Di default ad ogni utente autenticato verrà permesso l'accesso ad ogni >condivisione di Samba. Si può far riferimento ad un valido netgroup NIS o UNIX group aggiungendo >una '@' al nome del gruppo. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione valid users"> ><comment>Per permettere l'accesso alle condivisini al gruppo wheel e all'utente drobbins:</comment> > >valid users = drobbins @wheel ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>dont descend=</title> ><body> > ><p> ><b>dont descend=</b> permette di specificare le directory in cui Samba non deve entrare. >Questo può essere utile per impedire a Samba di accedere a delle cartelle che contiene >collegamenti ricorsivi oppure a directory che non serve condividere, come <path>/proc</path> >e <path>/dev</path>. Provate la vostra opzione <b>dont descend=</b> per essere sicuri che >funzioni correttamente. Per esempio potreste avere bisogno di cambiare <b>dont descend= /dev</b> >con <b>dont descend= ./dev</b>. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>follow symlinks=</title> ><body> > ><p> ><b>follow symlinks=</b> è settato di default su 'yes' e permette a Samba di seguire i >collegamenti, anche se il collegamento punta a directory non condivise. Settando <b>follow symlinks=</b> >a 'no' si riesce a disattivare questa funzionalità , impedendo a Samba di seguire i collegamenti. >Disattivando questa opzione si elimina una potenziale falla di sicurezza e si può fare quando non si >devono necessariamente usare i collegamenti. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione follow symlinks"> >follow symlinks=no ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>volume=</title> ><body> > ><p> >L'opzione <b>volume=</b> permette di associare un "volume name" con una determinata >condivisione. Questo è molto utile quando usate Samba per condividere il contenuto di >un CD-ROM, per esempio. Molti programmi d'installazione cercano l'esatto nome dell'unità , >e senza di ciò non funzionerebbero. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione volume"> >volume=My Favorite CD ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>create mask=</title> ><body> > ><p> >Samba fà uso dell'opzione <b>create mask</b> per settare correttamente i permessi sui file nuovi. >Con l'opzione <b>create mask</b> si definirnno i permessi da dare per ogni file. Il numero, in base >ottale, fornito verrà combinato con i permessi desiderati usando un <c>and</c> binario. Questo causa >il fatto che ogni permesso non elencato nella maschera viene eliminato dall'elenco dei permessi di >ogni file creato. ></p> > ><pre caption="Esempio d'uso dell'opzione create mask"> >create mask= 0755 ></pre> > ></body> ></section> ><section> ><title>directory mask=</title> ><body> > ><p> >L'opzione <b>directory mask=</b> funziona esattamente come l'opzione <b>create mask=</b>. Permette di >specificare con un numero in base ottale i permessi da assegnare ad ogni directory. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>La maggior parte delle opzioni di smb.conf</title> ><body> > ><p> >In questa sezione abbiamo appena visto le opzioni da usare nel file <path>smb.conf</path> >in modo tale da avere un utile sistema di condivisione sicuro. Samba permette di usare molte >altre opzioni che potreste trovare utili. Per saperne di più leggete la pagina prinipale di smb.conf, >dove le troverete elencate e spiegate in dettaglio. (Vedete le <uri link="#resources">Risorse</uri> a proposito.) ></p> > ></body> ></section> ></chapter> > ><chapter> ><title>Stampare da Samba</title> ><section> ><body> > ><p> >La capacità di Samba di condividere le stampanti risulta utile e funziona bene. Per rinfrescarvi la memoria, >Samba permette di condividere stamapanti basate su lpd cosicchè i client che usano Windows possono collegarsi e >stampare. Una delle cose più belle di ciò è che tutto il codice specifico per la stampante viene generato dai sistemi >Windows. Questo significa che il vostro sistema Unix non necessita di uno specifico supporto per specifiche stampanti. >Fino a quando la vostra macchina Unix riuscirà a passare dati grezzi alla stampante, il tutto funzionerà e pure bene! >Questo vi permette di condividere e usare stampanti che su un sistema Unix puro non funzionerebbero, come la mia NEC >SuperScript 870, basata sull'Adobe PrintGear. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>Come funziona la stampa con Samba</title> ><body> > ><p> >Per poter stampare vi serve prima di tutto <c>lpd</c> installato, configurato e funzionante. Anche >se la configurazione di <c>lpd</c> non rientra nell'ambito di questa guida, non è molto difficile da >configurare. Potete trovare un valido supporto nelle FAQ di stampa su tldp.org. (Vedere ><uri link="#resources">Risorse</uri>.) Dovrete configurare le vostre stampanti in modo tale che gli arrivino >dati "raw" di default, cosicchè ogni dato inviato con il comando <c>lpr</c> verrà copiato così com'è senza >filtraggi. à facile testare che <c>lpd</c> ssia configurato in "raw" mode. Su un client Windows configurate una >stampante, già installata con i suoi driver, in modo tale che stampi su <b>FILE:</b>. Stampate una pagina di prova >e salvatela su file. Poi copiatela sulla vostra macchina Unix e stampatelo usando il comando ><c>lpr</c>. Se il file sarà stampato correttamente, avrete correttamente configurato Samba. ></p> > ></body> ></section> ><section> ><title>Sezione globals delle opzioni per stampare con Samba</title> ><body> > ><p> >Affinchè un sistema Linux stampi correttamente attraverso Samba, dovrete aggiungere i seguenti parametri >alla vostra sezione <b>[global]</b>: ></p> > ><pre caption="Modificare smb.conf per permettere la stampa"> >printcap name=/etc/printcap >printing=bsd ></pre> > ><p> >Se il vostro printcap ha un percorso diverso, modificate il valore dell'opzione <b>printcap name=</b> >in modo tale da rispecchiare la configurazione del vostro sistema. Se usate un sistema di stampa diverso dallo >standard di BSD, <c>lpd</c>, consultate la pagina principale di <path>smb.conf</path> a proposito dell'opzione ><b>rinting=</b> e controllate se Samba può funzionare con il vostro sistema di stampa. ></p> > ><p> >Ora configureremo la conivisione della stampante. Queste sono le opzioni che ho inserito nel mio ><path>smb.conf</path> per lavorare con la mia stampante. Lo userò come esempio: ></p> > ><pre caption="Esempio per condividere una stampante"> >[nec] ><comment>#my NEC SuperScript 870</comment> >path=/var/spool/smb >print command=/usr/bin/lpr %s >lprm command=/usr/bin/lprm -P%p %j >printer=lp >public=yes >printable=yes ></pre> > ><p> >à molto importante capire l'opzione path per prima cosa. Quando Samba accetta un comando di stampa >da Windows, gli serve sapere dove potere salvare il file temporaneo per poi poter stampare usando <c>lpr</c>. >La directory a cui fà riferimento l'opzine <b>path=</b> dovrebbe avere i permessi settati a 1777 cosìcchè nessuno >possa scrivere su questa directory. I comandi <b>print command=</b> e <b>lprm=</b> di solito non sono indispensabili. >Inseriteli se volete specificare l'esatto percorso per i comandi di stampa, oppure se volete passare una qualche >opzione ad <c>lpr</c>. Usate le macro sopra come esempio. <b>%s</b> specifica il nome del file temporaneo, ><b>%p</b> specifica il nome della stampante, e <b>%j</b> specifica il numero dell'operazione. ></p> > ><p> >L'opzione <b>printer=</b>, come avrete già intuito, indica a Samba su quale stampante stampare. Assicuratevi >che questa stampante sia configurata in raw mode. L'opzione <b>public=yes</b> permette anche agli utenti senza >password di usare questa stampante condivisia. Eliminate questa opzione se volete aumentare il livello di >sicurezza del vostro sistema (probabilmente preferirete sostituire questa opzione con un valido <b>users=</b> in >modo tale da rendere il sistema effettivamente più sicuro e funzionale). L'opzione <b>printable=yes</b> permette sia >di indicare a Samba che questa condivisione in effetti è una stampante, sia che questa stampante funziona correttamente >e può accettare comandi di stampa. ></p> > ><p> >Dopo avere riavviato Samba, dovreste essere in grado di vedere la stampante da Windows. A questo punto dovreste essere >in grado di installare questa stampante su Windows e stampare una pagina di prova tramite la vostra nuova risorsa >condivisa. (Windows vi darà un messaggio di avviso durante l'installazione, in cui vi avverte che state installando >un driver per la stampante NULL. Non preoccupatevi. Selezionate semplicemente il driver corretto per la vostra >stampante dalla lista.) Se per qualche strana ragione la stampa non avviene, controllate il log <path>/var/log/log.smb</path> per eventuali messaggi di errore. Vi devo pure dsegnalare che nel <path>smb.conf</path> ci sono tante altre opzioni di configurazione per la quanto concerne la configurazione di stampanti condivise. Ho appena enunciato quelle più >popolari. Siate sicuri di aver letto la pagina principale del <path>smb.conf</path> per avere una certa familiarità con >le altre opzioni. ></p> > ></body> ></section> ></chapter> > ><chapter> ><title>Conclusione</title> ><section> ><body> > ><p>In questo articolo abbiamo spiegato le funzionalità principali di Samba, incluse la condivisione delle Home directory e >delle stampanti. Ho pure cercato di farvi notare alcuni problemi legati alla sicurezza. Non pensate che Samba sia tutto >qua. Samba non è solo molto potente, ma è anche altamente configurabile. à stato creato con l'intenzione di dare la >possibilità agli amministratori di sistema di decidere quali opzioni usare e come usarle nella loro organizzazione. Anche >se la configurazione del <path>smb.conf</path> richiede un pò di studio, i risultati saranno brillanti, visto che si può >configurare tutto esattamente come si vuole che il sistema funzioni. ></p> > ><p> >Samba ha altre funzionalità che non abbiamo nemmeno nominato, inclusa la possibilità di diventare parte di (o addirittura >di controllare!) un intero dominio NT. Vi invito a scoprire le potenzialità di questo programma molto potente. ></p> > ></body> ></section> ><section id="resources"> ><title>Risorse</title> ><body> > ><ul> > <li> > Scaricate <uri link="http://www.samba.org">Samba</uri> dalla pagina web del progetto. > </li> > <li> > <uri link="http://www.theknuddel.de/english/enfrgpasswd.html">frgpasswrd</uri> vi permette di settare in maniera > sincronizzata le password di Samba con le shadow password dei sistemi Unix. > </li> > <li> > <uri link="http://www.spanware.com/">SambaLink/Q</uri> è un editor del file <path>smb.conf</path> indipendente > dalla versione di Samba. > </li> > <li> > Date un'occhiata alle FAQ per la stampa su <uri link="http://tldp.org">tldp.org</uri>. > </li> > <li> > Leggete <uri link="http://linuxguy.net/samba.htm">Samba</uri> scritto da Ed Weinberg. > </li> > <li> > <e><uri link="http://www.oreilly.com/catalog/samba/">Using Samba</uri></e> > (O'Reilly Publishing; 1999) è una guida completa sull'amministrazione di Samba, che include alcune funzionalità recenti > come l'integrazione nei domini NT e il programma di configurazione grafico SWAT. > </li> > <li> > Visitate il sito web di <uri link="http://fi.samba.org/docs/swat_ssl.html">SWAT</uri>. > </li> > <li> > Scaricatevi <uri link="http://jazz.external.hp.com/src/samba/">Samba/iX</uri>, > una suite di programmi che permettono ad un HP e3000, che ha come OS MPE/iX, di fornire servizi usando il sistema SMB > della Microsoft. > </li> > <li> > Leggete <e><uri link="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0672318628/">Samba > Unleashed</uri></e>, scritto da Steve Litt, con il contributo di Daniel Robbins. > </li> ></ul> > ></body> ></section> ></chapter> ></guide>
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